
L’attestazione di affitto è un modulo che il locatore compila e firma per consentire al suo inquilino di richiedere un aiuto per l’alloggio presso la CAF. Senza questo documento, il fascicolo rimane bloccato e nessun pagamento di APL, ALS o ALF può avvenire. Il modulo di riferimento è il Cerfa 10842*07, scaricabile dal sito service-public.fr o disponibile direttamente dall’area locatori del sito caf.fr.
Cerfa cartaceo o inserimento online: due canali, tempi molto diversi
Dal 2024-2025, la CAF spinge i locatori verso l’inserimento diretto dell’attestazione di affitto online, tramite l’area locatori o il portale partner CAF Pro. I due formati coesistono, ma le loro conseguenze pratiche divergono nettamente.
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Il Cerfa PDF si scarica, si stampa, si compila a mano o su computer, e poi deve essere inviato per posta o scansionato e inviato tramite l’area beneficiario. Questo circuito aggiunge un ritardo di consegna postale e un rischio di reinserimento manuale da parte degli agenti della CAF, il che moltiplica le possibili errori.
Il inserimento online tramite l’area locatori elimina questi passaggi intermedi. I campi vengono controllati al momento dell’inserimento (formato data, coerenza dell’importo dell’affitto, numero beneficiario), il che riduce i rifiuti del fascicolo. Il locatore che dispone di un identificativo CAF o di un numero SIRET può anche seguire online i fascicoli dei suoi inquilini, gli affitti dichiarati e gli aiuti versati.
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Ottenere un attestato di affitto per la CAF in modo dematerializzato rimane il modo più affidabile per evitare un blocco amministrativo all’inizio del contratto di affitto.

Compilare l’attestazione di affitto senza errori: le sezioni problematiche
Il modulo comprende diverse sezioni. Alcune sono semplici (identità dell’inquilino, indirizzo dell’alloggio), altre provocano regolarmente dei rifiuti.
Importo dell’affitto senza spese e spese reali
La CAF distingue l’affitto principale dalle spese locative. Inserire un importo globale (affitto + spese) nella casella “affitto” è l’errore più comune. Il locatore deve scomporre i due importi come figurano nel contratto di affitto. Se il contratto prevede un forfait di spese, è questo forfait che deve apparire, non una stima.
Alloggio convenzionato o non convenzionato
Questa casella determina il tipo di aiuto attribuito. Un alloggio convenzionato dà diritto all’APL, un alloggio non convenzionato orienta verso l’ALS o l’ALF. Spuntare la casella sbagliata non blocca sempre il fascicolo immediatamente, ma provoca un ricalcolo successivo che può comportare un pagamento in eccesso da rimborsare.
In caso di dubbio, il locatore può verificare la convenzione presso l’Agenzia nazionale per l’abitazione o consultare la convenzione firmata con lo Stato, che figura nei suoi archivi di gestione locativa.
Data di ingresso nell’alloggio e firma del locatore
La data di effetto del contratto condiziona il punto di partenza del calcolo dei diritti. Finché l’attestazione firmata non è pervenuta alla CAF, il fascicolo rimane bloccato e il primo mese di aiuto può andare perso. La firma del locatore (o del suo rappresentante) è obbligatoria: un documento non firmato sarà sistematicamente rifiutato.
- Verificare che la data di ingresso corrisponda esattamente a quella del contratto, non alla data di consegna delle chiavi se è diversa.
- Firmare il documento prima di trasmetterlo, anche in versione digitalizzata (firma autografa scansionata accettata).
- Conservare una copia datata per il locatore e una per l’inquilino.
Pagamento diretto al locatore: un’opzione da impostare fin dall’inizio
L’attestazione comprende una sezione in cui il locatore può richiedere che l’aiuto per l’alloggio gli venga versato direttamente, piuttosto che all’inquilino. Questo meccanismo, chiamato terzo pagante, presenta un interesse concreto per entrambe le parti.
Per il proprietario, il pagamento diretto garantisce l’incasso di una parte dell’affitto. L’inquilino, da parte sua, paga solo la differenza tra l’affitto e l’aiuto, il che riduce l’importo da anticipare ogni mese.
Questa opzione deve essere spuntata fin dalla prima trasmissione dell’attestazione. Modificarla successivamente richiede un nuovo modulo e un nuovo tempo di trattamento. Se il locatore gestisce più alloggi tramite CAF Pro, l’impostazione del terzo pagante avviene lotto per lotto.

Tempi di trattamento e perdita del primo mese di aiuto
La data di presa in carico di una richiesta di aiuto per l’alloggio decorre dalla presentazione del fascicolo completo, non dalla data di ingresso nell’alloggio. Un inquilino che si trasferisce a settembre ma la cui attestazione arriva alla CAF solo a novembre perde la copertura dei primi mesi.
Presentare l’attestazione nei giorni successivi alla firma del contratto rimane l’unico modo per limitare questa perdita. La trasmissione online accorcia questo termine rispetto alla posta.
- L’inquilino può verificare l’avanzamento del suo fascicolo dal suo spazio “Il mio conto” su caf.fr o tramite l’app mobile.
- I documenti allegati accettati sono in formato jpeg, pdf, jpg, png o gif, con un peso totale limitato.
- Un solo tipo di documento per invio: l’attestazione di affitto deve essere inviata separatamente dai cedolini o altri giustificativi.
Il locatore che tarda a compilare l’attestazione espone il suo inquilino a un ritardo dei diritti difficile da recuperare. Nessuna disposizione legale prevede una sanzione diretta contro un locatore che rifiuta di completare il documento, ma questo rifiuto può essere segnalato alla CAF e costituisce una violazione degli obblighi locativi.
Il punto da ricordare: l’attestazione di affitto non è un semplice modulo amministrativo da compilare quando si pensa. È il documento che avvia tutta la catena di pagamento degli aiuti per l’alloggio, e ogni giorno di ritardo si traduce in un mese di copertura in meno per l’inquilino.